Portafusibili e fusibili DC per fotovoltaico: guida completa al dimensionamento

Nel mondo dell’energia solare, la sicurezza passa anche da componenti spesso poco visibili ma decisivi come i fusibili DC per fotovoltaico e i relativi portafusibili. Sono loro a proteggere le stringhe da sovracorrenti e correnti inverse, evitando danni a moduli e cavi e garantendo la continuità operativa dell’impianto. Una scelta corretta non è solo una questione tecnica, ma incide direttamente su affidabilità, manutenzione e conformità alle normative. In questa guida analizziamo criteri di selezione, dimensionamento e soluzioni disponibili, con uno sguardo alla gamma certificata Bremas.

Come funziona la protezione con fusibili DC fotovoltaico

La protezione fornita da Bremas con fusibili DC negli impianti fotovoltaici è garantita da dispositivi progettati per ottenere un’interruzione sicura ed efficace delle sovracorrenti in corrente continua, anche in presenza di elevate tensioni di sistema. Le soluzioni Bremas, sviluppate secondo gli standard IEC/EN (in particolare la norma IEC 60269-6  ed EN 60947-3), assicurano un’elevata affidabilità operativa e sono ottimizzate per applicazioni FV fino a 1000 Vdc con correnti nominali fino a 32 A. I portafusibili, compatti e installabili su guida DIN, consentono un’integrazione semplice nei quadri di stringa e negli inverter, offrendo protezione IP20 e indicatori visivi per una rapida individuazione degli interventi.

I portafusibili sono progettati per garantire una sostituzione della cartuccia del fusibile semplice e sicura, riducendo i tempi di intervento e minimizzando i rischi durante le operazioni di manutenzione. La presenza di indicatori visivi, o segnalazioni, facilita inoltre la diagnosi dei guasti, rendendo la manutenzione più immediata. Queste caratteristiche rendono i dispositivi particolarmente adatti a installazioni in ambienti interni controllati, assicurando nel tempo elevate prestazioni e affidabilità operativa.

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Come scegliere i fusibili DC per impianti fotovoltaici

La scelta del fusibile DC in un impianto fotovoltaico richiede un approccio progettuale che tenga insieme tipologia di dispositivo, corretto dimensionamento e condizioni reali di esercizio. Non si tratta solo di definire corrente e tensione nominale, ma di valutare l’intero contesto applicativo: numero di stringhe in parallelo, possibili correnti inverse, temperatura ambiente, curva di intervento e coordinamento con gli altri dispositivi di protezione.

In ambito FV è fondamentale adottare fusibili specifici per corrente continua (gPV), dimensionati, come vedremo nel prossimo paragrafo, in modo coerente con la corrente di cortocircuito della stringa e con la tensione massima del sistema.

La scelta deve inoltre garantire selettività e continuità di servizio: il fusibile deve intervenire solo in presenza di guasti reali e nel punto corretto dell’impianto, evitando che un’anomalia locale provochi il distacco di porzioni più ampie del sistema. Questo consente di limitare i disservizi e mantenere in esercizio le altre stringhe non coinvolte. Allo stesso tempo, il dispositivo deve assicurare una protezione efficace di cavi e moduli anche nelle condizioni più gravose, intervenendo in modo rapido e controllato in caso di sovracorrenti o correnti inverse, così da prevenire surriscaldamenti e possibili danneggiamenti dei componenti. 

Dimensionamento fusibili FV: criteri tecnici fondamentali

Il dimensionamento del fusibile in un impianto fotovoltaico è un passaggio delicato, perché deve garantire un’adeguata protezione senza generare interventi indesiderati. I criteri principali su cui si basa sono la corrente, la tensione e le condizioni ambientali di esercizio.
In generale, la corrente nominale del fusibile FV deve essere superiore alla corrente di cortocircuito della stringa, opportunamente maggiorata (tipicamente di un fattore compreso tra 1,25 e 1,5 volte la LSC). La tensione nominale, invece, deve superare la tensione a vuoto massima del campo fotovoltaico (Voc max). Va inoltre considerata la temperatura di esercizio, applicando il fattore di declassamento (indicato nel datasheet del componente presente nel nostro sito), che influisce sulla corrente effettivamente sopportabile dal fusibile. Oltre ai parametri di base, è essenziale valutare la curva di intervento del fusibile, scegliendo dispositivi specifici per la corrente continua, in grado di garantire un’interruzione efficace dell’arco. Questo aspetto è direttamente legato alle condizioni di guasto che il fusibile deve gestire, in particolare alle correnti di cortocircuito e alle possibili correnti inverse tra stringhe. È, quindi, necessario considerare la reale corrente di cortocircuito, sia nei valori di progetto sia nelle condizioni operative, e verificare il corretto coordinamento con gli altri dispositivi dell’impianto, come i sezionatori, per assicurare selettività ed evitare interventi non necessari. Un adeguato dimensionamento del fusibile solare consente di proteggere correttamente i cavi e i componenti dell’impianto, migliorando al tempo stesso la selettività dei fusibili ed evitando interventi non necessari.

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Domande frequenti sui fusibili DC fotovoltaico

Come si dimensiona un fusibile DC per un impianto fotovoltaico?
Il fusibile DC va dimensionato in base alla corrente di cortocircuito della stringa (ISC). La corrente nominale del fusibile deve essere almeno pari a 1,25 volte la LSC e deve comunque essere compatibile con la massima corrente inversa sopportabile dai moduli.
La tensione nominale del fusibile DC deve essere superiore alla tensione a vuoto massima del generatore fotovoltaico (Voc), calcolata alle condizioni di temperatura minima. È necessario utilizzare modelli di fusibile gPV fotovoltaico, specifico per applicazioni fotovoltaiche.

Quando è obbligatorio installare fusibili nelle stringhe fotovoltaiche?
I fusibili di stringa sono obbligatori quando ci sono 3 o più stringhe collegate in parallelo, in modo da proteggere ogni stringa dalla corrente inversa proveniente dalle altre. Con 2 sole stringhe in parallelo la protezione può non essere necessaria, ma va verificata in base alla corrente inversa massima supportata dai moduli.

Perché scegliere portafusibili certificati Bremas per applicazioni fotovoltaiche DC?
I portafusibili per impianto solare Bremas sono certificati IEC/EN per applicazioni DC con tensioni fino a 1000 Vdc.  Compatti, sicuri e facili da installare su guida DIN, consentono un’agevole sostituzione della cartuccia del fusibile. Sono dotati di protezione IP20 e di indicatore visivo di intervento. 

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